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๑۩ﺴ ηεℓℓα νιтα cσηтαησ ι ∂єттαgℓι ﺴ۩๑

Agnese F

Interests
Della sottoscritta dicono che:
Ha grande senso artistico, gusto del bello, senso del colore. È intuitivo, romantico, sognatore, stravagante. Si preoccupa dell'immagine e veste in maniera stravagante o ricercata. È malinconico e non sa vivere nel presente: si rifugia nel passato o sogna il futuro. Ama l'insolito, l'eccentrico, l'eccezionale. Si esprime attraverso l'arte: può essere un poeta, un musicista, un pittore, un ceramista, un fioraio, un designer. Non disdegna situazioni strane, scandali e cose proibite.E' autosufficiente, indipendente, orgoglioso e responsabile, tiene particolarmente al contatto umano e sa adattarsi. Con la sensibilità e la comprensione può aiutare il suo prossimo. Predisposto per la carriera medica, del tecnico, del consulente commerciale, può essere un ottimo organizzatore. Ha il dono dell'intuizione per quanto riguarda i difettie le difficoltà altrui.
[my hobby]
*°* Novità *°*

E tu,kissa dv6 anima fragile,k mi ascoltavi immobile ma senza ridere.E ora tu chissà kissa dv6,avrai trovato amore o cm me, cerchi soltanto d'avventure xk non vuoi più piangere.E la vita continua anche senza di noi,k siamo lontano ormai da tt quelle situazioni k c univano,da tt quelle piccole emozioni k bastavano da tt quelle situazioni k nn tornano mai,xk cl tempo cambia tt lo sai cambiamo anche noi

"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero"
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October 22

Da 'L' arte della felicità' SEMPLICE VITA

Nel corso della vita , passiamo dall' infanzia all' adolescenza, dall' adolescenza all' età adulta e dall' età adulta alla vecchiaia. E accettiamo tali stadi dello sviluppo individuale considerandoli normali. Ma anche la realazione coniugale è un sistema vivo e dinamico, composto da due organismi che interagiscono in un ambiente reale. Come è naturale che si evolva un sistema vivente, così è naturale e giusto che si evolva una relazione. In qualsiasi rapporto l' intimità presenta diversi aspetti: uno fisico, uno emotivo e uno intellettuale. Il contatto fisico, la condivisione di emozioni e sentimenti e lo scambio di idee sono tutti modi leggittimi di porsi in relazione con chi si ama. é normale che l' equilibrio muti e si trasformi: a volte diminuisce l' intimità fisica, ma aumenta quella emotiva; altre non abbiamo voglia di scambiarci parole, ma solo gesti pieni di calore. Se siamo sensibili alla comunicazione corporea, gioiremo della grande passione iniziale, ma se la fiamma si raffredda, invece di preoccuparci o arrabbiarci potremo aprirci a nuove forme di intimità altrettanto - o ancor più - soddisfacenti. Potremo, insomma, apprezzare nel nostro partner il compagno, e godere di un amore più stabile e profondo. Nel suo libro 'Il commportamento intimo' , Desmond Morris descrive i normali cambiamenti che si verificano nel bisogno d' intimità degli esseri umani. Egli ipotizza che ciascuno di noi attraversi più volte tre stadi: <Tienimi stretto>, <Mettimi giù> e <Lasciami in pace>. Il ciclo si manifesta per la prima volta nell' infanzia, quando i bambini passano dalla fase del <tienimi stretto>, tipica del neonato, alla fase del <mettimi giù>, in cui cominciano ad esplorare il mondo, girano carponi, poi camminano e raggiungono una certa indipendenza e autonomia dalla madre. Tutto ciò fa parte della sviluppo e della crescita normali. I tre stadi, però, non sono reciprocamente incompatibili: nelle diverse fasi il bambino può provare una certa ansia quando il senso di separatezza diventa troppo forte, e allora torna dalla madre per farsi consolare e per sentire l' intimità. Nell' adolescenza, quando il ragazzo lotta per conquistarsi un' ideantità personale, lo stadio dominante diventa il <lasciami in pace>, che potrà risualtare difficile o doloroso per i genitori, ma che, secondo la maggior parte degli esperti, è normale e necessario nel passaggio dall' infanzia all' età adulta. Nemmeno tale fase è incompatibile con le altre. Mentre, in casa, grida: <Lasciatemi in pace!>ai genitori, l' adolescente può soddisfare i bisogni del <tienimi stretto> identificandosi in pieno con il gruppo dei coetanei. Anche nelle relazioni adulte si verifica lo stesso fenomeno. Il livello d' intimità cambia e a periodi di maggior vicinanza si alternano periodi di maggiore distanza, secondo il normale ciclo della crescita e dello sviluppo. Per raggiungere il nostro pieno potenziale umano, dobbiamo riuscire a bilanciare l' esigenza di intimità e unione con il senso di autonomia, ovvero con quel bisogno di rivolgere l' attenzione verso noi stessi che è parte integrante della nostra evoluzione di individui. Se comprenderemo questo, non reagiremo più con panico oppure orrore quando ci accorgeremo per la prima volta di stare <allontanandoci> dal partner, così come non ci spaventiamo quando guardiamo le onde rompersi sulla spiaggia. Certo, un crescente distacco emotivo all' interno di un rapporto è a volte sintomo di gravi problemi (come una sotterranea corrente di rabbia), e in quel caso si può verificare una vera e propria rottura, per rimediare alla quale lo psicoterapeuta può essere assai utile. Ma il concetto fondamentale da tener presente è che la maggior distanza tra i partner non significa AUTOMATICAMENTE il disastro: spesso rientra infatti in un ciclo, e serve a ridefinire il rapporto in forme nuove capaci di reintegrare o addirittura affinare l' intimità del passato.
September 05

1989-2009 Ti voglio bene


"Death is nothing at all. It does not count. I have only slipped away into the next room. Nothing has happened. Everything remains exactly as it was. I am I, and you are you, and the old life that we lived so fondly together is untouched, unchanged. Whatever we were to each other, that we are still. Call me by the old familiar name. Speak of me in the easy way which you always used. Put no difference into your tone. Wear no forced air of solemnity or sorrow. Laugh as we always laughed at the little jokes that we enjoyed together. Play, smile, think of me, pray for me. Let my name be ever the household word that it always was. Let it be spoken without an effort, without the ghost of a shadow upon it. Life means all that it ever meant. It is the same as it ever was. There is absolute and unbroken continuity. What is this death but a negligible accident? Why should I be out of mind because I am out of sight? I am but waiting for you, for an interval, somewhere very near, just around the corner. All is well. Nothing is 
hurt; nothing is lost. One brief moment and all will be as it was before. How we shall laugh at the trouble of parting when we meet again!"


 ''La morte non è niente.

Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.''



August 26

Come si arrivò al genocidio

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Per centinaia di anni, la monarchia dei Tutsi governò in Rwanda. Sia la Germania, che nel 1899 fece del Rwanda il suo protettorato, che il Belgio, che nel 1919 assunse lì il controllo, appoggiavano e rafforzavano questa monarchia. Le divisioni sociali in Rwanda non erano però così evidenti. La lingua era una, una religione, una sola cultura. L'apparteneza ai due grandi gruppi socio-professionali - gli allevatori Tutsi o agricoltori Hutu - era tramandata da generazione in generazione; ma comunque gli Hutu, che possedevano mandrie di bestiame più grandi, erano considerati Tutsi, e a loro volta i Tutsi, persi i loro animali da allevamento, potevano diventare Hutu. Abitavano tutt' insieme, mischiati, in ogni 'clan' si potevano incontrare Hutu,Tutsi e Twa - uno minoranza di pigmei spinti al margine. I gruppi etnici, i clan e le caste Africane che penetravano tra loro, sono sempre state un gran indovinello per gli antropoligi europei del XIX secolo. Per loro , la questione era semplice - Tutsi e Hutu erano due tribù separate. Sui volti dei Tutsi cercavano caratteristiche per così dire : più EUROPEE. Si resero conto, che di solito erano anche quelli più alti. Queste differenze non erano più grandi di quelle delle odierne classi sociali francesi; ma la conclusione era una : i Tutsi erano superiori agli Hutu. Giunti nel cuore dell' Africa dalla valle del Nilo, dovevano assumere il controllo sulle tribù già esistenti. Sotto il protettorato europeo, gli Hutu, che fino ad allora, durante la monarchia dei Tutsi, avevano avuto parte delle alte cariche - dovevano rinunciare ai propri incarichi. Solo i Tutsi potevano essere capi locali, e la loro posizione passava da padre in figlio. La possibilità di laurearsi apparteneva solo a loro, perchè gli Hutu potevano al massimo entrare in seminario. Agli inizi degli anni 30 del XX s. , quando il Belgio introdusse in Rwanda la carta d' identità che distingueva gli Hutu dal Tutsi, si formò una grande barriera.
    Quando i Tutsi, laureati, iniziarono a parlare di indipendenza, il Belgio cambiò politica. Durante una rivolta del 1959 appoggiò gli agricoltori Hutu, che fecero crollare la monarchia dei Tutsi. Questi ultimi formavano solo un quinto della popolazione. Quando nel 1961 il Rwanda ottenne finalmente la sua indipendenza, i leader Hutu, li spinsero drasticamente al margine - non solo gli antichi aristocratici, ma anche insegnanti e artigiani. La classificazione etnica, fu così alla radice del paese. Le colline del Rwanda erano uno dei luoghi più popolati sulla terra, ed i terreni liberi da sfruttare, sempre di meno. Una propaganda ufficiale era che, il bestiame dei Tutsi rovinava la fertile terra del Rwanda. Erano gli Hutu ad essere migliori nel mestiere per natura, perciò la terra doveva appartenere a loro.
    Per 30 anni i Tutsi si spostavano ad ondate nella confinante Uganda, dove organizzavano scompartimenti armati. Nel 1990 attaccarono l' armata principale, composta soprattutto da soldati Hutu. Le forze dell' ONU non furono il grado di fermare questi scontri sempre più pericolosi. Bastarono 100 giorni per far morire 800 mila Tutsi e decine di migliaia di Hutu, che non volevano partecipare alla carneficina. Alcune fonti parlano di un milione di vittime.


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Angelique Mukamanzi : 'Sono sopravvissuta, ma tutto fa male. Non so come farò a raccontare a mio figlio Cedric, un giorno, che bevevamo fango e camminavamo in cerca di qualche verdura cruda per terra... o di quando passavamo accanto ai corpi dei morti..
Lui però già fa troppe domande, perchè non incontriamo in resto della famiglia la domenica? Ma non posso dirgli subito tutto. Gli farebbe troppo male sapere che al nonno è stata tagliata la testa in mezzo al fango...'


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'Nella tragedia avuta luogo nel 1994, le vitime furono quasi un milione. Sono rimasti migliaia di orfani, vedove senza mezzi per sopravvivere. A molti sembra che la morte li perseguita, basta guardarli storto per vederli allontanare.'
April 20

If I could only forget my past

Nobody loves me
Sometimes I wish the good Lord would come down and hug me
I take a look at my life, it's gettin ugly
And now I know that you all wanna slug me
I can get above it, it's my life and I thug it
Even though I live it close to the edge
I'm gettin closer to death, with every little step
that I take, and be awake of my last days
I hope the sun shines with a light rain
That would mean the world shared my pain
And now the world could be happy again, smile
Cause if I ever walk "The Green Mile"
You can look at me and blame it on my lifestyle
What can I say? I was raised as an only child, lonely
Poppa disowned me, so the streets raised me
now call me crazy is not unheard of
Now it's gonna reign down murder
April 01

Divertimento - Pascal

L'unica cosa che ci consola dalle nostre miserie è il divertimento,e intanto questa è la maggiore delle nostre miserie. Perchè è esso che ci impedisce  principalmente di pensare a noi e ci porta innavertitamente alla perdizione. Senza di esso, noi saremmo annoiati, e questa noia ci spingerebbe a cercare un mezzo più solido per uscirne. Ma il divertimento ci divaga e ci fa arrivare inavvertitamente alla morte. Il divertimento è fuga da noi stessi. Fuga dalla nostra miseria, perchè ci proibisce di guardare in noi stessi, di prendere atto del nostro stato di essenziale indigenza.
Il divertimento di-verte, ossia svia dal retto sentiero. E se l'uomo si getta nel trambusto e si stordisce, rinuncia a quelle verità cui il pensiero può portare. E il pensiero porta all' essenziale verità.

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Stephan Artwrote:
Una splendida serata per te Ciaooooooooo
 
Jan. 6
Sabinawrote:
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Dec. 27
bohwrote:
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Dec. 22
Sabinawrote:
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Dec. 19
Sabinawrote:

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Ciao piccolo pensiero per NATALE
anche se mancano pochi giorni :)
bacioni by Anibas...
Dec. 17
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