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    October 22

    Da 'L' arte della felicità' SEMPLICE VITA

    Nel corso della vita , passiamo dall' infanzia all' adolescenza, dall' adolescenza all' età adulta e dall' età adulta alla vecchiaia. E accettiamo tali stadi dello sviluppo individuale considerandoli normali. Ma anche la realazione coniugale è un sistema vivo e dinamico, composto da due organismi che interagiscono in un ambiente reale. Come è naturale che si evolva un sistema vivente, così è naturale e giusto che si evolva una relazione. In qualsiasi rapporto l' intimità presenta diversi aspetti: uno fisico, uno emotivo e uno intellettuale. Il contatto fisico, la condivisione di emozioni e sentimenti e lo scambio di idee sono tutti modi leggittimi di porsi in relazione con chi si ama. é normale che l' equilibrio muti e si trasformi: a volte diminuisce l' intimità fisica, ma aumenta quella emotiva; altre non abbiamo voglia di scambiarci parole, ma solo gesti pieni di calore. Se siamo sensibili alla comunicazione corporea, gioiremo della grande passione iniziale, ma se la fiamma si raffredda, invece di preoccuparci o arrabbiarci potremo aprirci a nuove forme di intimità altrettanto - o ancor più - soddisfacenti. Potremo, insomma, apprezzare nel nostro partner il compagno, e godere di un amore più stabile e profondo. Nel suo libro 'Il commportamento intimo' , Desmond Morris descrive i normali cambiamenti che si verificano nel bisogno d' intimità degli esseri umani. Egli ipotizza che ciascuno di noi attraversi più volte tre stadi: <Tienimi stretto>, <Mettimi giù> e <Lasciami in pace>. Il ciclo si manifesta per la prima volta nell' infanzia, quando i bambini passano dalla fase del <tienimi stretto>, tipica del neonato, alla fase del <mettimi giù>, in cui cominciano ad esplorare il mondo, girano carponi, poi camminano e raggiungono una certa indipendenza e autonomia dalla madre. Tutto ciò fa parte della sviluppo e della crescita normali. I tre stadi, però, non sono reciprocamente incompatibili: nelle diverse fasi il bambino può provare una certa ansia quando il senso di separatezza diventa troppo forte, e allora torna dalla madre per farsi consolare e per sentire l' intimità. Nell' adolescenza, quando il ragazzo lotta per conquistarsi un' ideantità personale, lo stadio dominante diventa il <lasciami in pace>, che potrà risualtare difficile o doloroso per i genitori, ma che, secondo la maggior parte degli esperti, è normale e necessario nel passaggio dall' infanzia all' età adulta. Nemmeno tale fase è incompatibile con le altre. Mentre, in casa, grida: <Lasciatemi in pace!>ai genitori, l' adolescente può soddisfare i bisogni del <tienimi stretto> identificandosi in pieno con il gruppo dei coetanei. Anche nelle relazioni adulte si verifica lo stesso fenomeno. Il livello d' intimità cambia e a periodi di maggior vicinanza si alternano periodi di maggiore distanza, secondo il normale ciclo della crescita e dello sviluppo. Per raggiungere il nostro pieno potenziale umano, dobbiamo riuscire a bilanciare l' esigenza di intimità e unione con il senso di autonomia, ovvero con quel bisogno di rivolgere l' attenzione verso noi stessi che è parte integrante della nostra evoluzione di individui. Se comprenderemo questo, non reagiremo più con panico oppure orrore quando ci accorgeremo per la prima volta di stare <allontanandoci> dal partner, così come non ci spaventiamo quando guardiamo le onde rompersi sulla spiaggia. Certo, un crescente distacco emotivo all' interno di un rapporto è a volte sintomo di gravi problemi (come una sotterranea corrente di rabbia), e in quel caso si può verificare una vera e propria rottura, per rimediare alla quale lo psicoterapeuta può essere assai utile. Ma il concetto fondamentale da tener presente è che la maggior distanza tra i partner non significa AUTOMATICAMENTE il disastro: spesso rientra infatti in un ciclo, e serve a ridefinire il rapporto in forme nuove capaci di reintegrare o addirittura affinare l' intimità del passato.